Cosa sono gli hacker? Iniziamo da qui questa riflessione.
Come spesso succede nel mondo dell'informazione dominato da direttori che devono rendere conto al proprio soggetto politico di riferimento e non ai propri lettori, avviene che i termini si confondano e vengano snaturati.
E' capitato agli skinhead, confusi con i naziskin, come se ogni volta che ci troviamo di fronte una testa rasata volesse dire che ci troviamo di fronte ad un'estremista di destra.
Succede oggi con l'hacker.
Come si legge nelle prime righe di wikipedia l'hacker non è un criminale. Solitamente si mette alla prova per dimostrare le proprie capacità a se stesso e agli altri.
Difatti solitamente gli hacker non lasciano danni permanenti ai siti che colpiscono, nè utilizza i dati sensibili per scopi di lucro.
Da questo punto di vista anche i gruppi di Anonymous e Lulz Security non si distaccano, nonostante i tentativi dei media di screditarli.
Questi hacker tirano giù i pantaloni ai potenti, fondamentalmente. E questo non è mai un male.
Nel momento storico in cui i cittadini per avere giustizia si devono rivolgere a striscia la notizia (un raro caso in cui il dio share serve), le persone si attivano come possono per trovare lo sporco sotto le poltrone dei palazzi della politica.
Ognuno dà il suo contributo. E questo non è mai un male.
Succede che ogni anno il ministero dell'interno, quello della difesa, la GDF, la polizia, i carabinieri e altri enti statali o controllati dallo stato spendano milioni di euro per la sicurezza informatica dei loro database informatici.
Questo come in tutto il mondo dove la digitalizzazione ricopre una parte importante dell'amministrazione pubblica.
Per questi enti la società che se ne occupa è la Vitrociset di Roma.
E fin qui tutto bene (forse).
Poi però passano gli hacker e penetrano con una semplicità a dir poco DISARMANTE nei sistemi informatici di questa stessa ditta, razziando dati sensibili e modificando la homepage del loro sito.
Questo il loro comunicato:
«Abbiamo deciso di rivolgere la nostra attenzione su di voi, non potendo più ignorare il modo in cui i soldi dei cittadini vi vengono elargiti quotidianamente, grazie ad appalti e concorsi quantomeno di dubbia regolarità, da svariati enti pubblici e governativi, molti dei quali operanti nel settore difesa/sicurezza (Cnaipic, Enav, Ministero Della Difesa, Ministero dell'interno, Carabinieri, Polizia, Gdf), potete quindi immaginare l'espressione di stupore che si è dipinta sui nostri volti quando facendo alcuni test preliminari sui vostri sistemi abbiamo trovato non l'inespugnabile fortezza che ci aspettavamo, bensì un rudere fatiscente che anche un bambino dotato del tempo e della voglia necessari sarebbe riuscito a compromettere seriamente. E voi dovreste occuparvi di sicurezza ed affidabilità delle infrastrutture/sistemi IT dei più importanti enti ed istituzioni del nostro paese? Rideremmo fino a diventare cianotici, se non fosse per il semplice fatto che i soldi che percepite, oltre ad ammontare a cifre incommensurabili, non fossero i nostri. Vi auguriamo un buon week-end e una “calda” estate, fiduciosi che la nostra piccola scorribanda non verrà riportata dai media come l'ennesimo 'Attacco Terroristico ad opera degli arcinoti e temutissimi Anonymous & Lulzsec, ma come un semplice invito ad amministrare meglio i nostri soldi»
In una società civile comandata dai cittadini come minimo si dovrebbe aprire un'inchiesta, ma non come avverrà in Italia sui "pirati informatici" che non hanno piratato un bel niente, ma su come sia stato possibile che il server della ditta che fornisce sicurezza informatica ai più importanti database delle istituzioni italiane sia stato violato.
E da qui si dovrebbe di conseguenza indagare su come mai milioni di euro pubblici siano stati "regalati" ad una ditta di sicurezza informatica così fatiscente.
E' chiaro ad ogni cittadino di buon senso che siamo di fronte all'ennesimo caso di malaffare all'italiana, dove qualche Bisignani di turno ha passato il lavoro ad una ditta di software che non dovendo dimostrare a nessuno la qualità del proprio lavoro si può permettere di prendere milioni di euro per un lavoro dozzinale, in cambio di qualche favore o parte del denaro ricevuto.
Ad oggi non ci sono più valigette piene di soldi. Ci sono metodi più semplici e sicuri.
Per esempio far assumere come dirigente della stessa ditta un parente di chi deve decidere a chi dare l'appalto, con stipendi mostruosi che in realtà sono l'equivalente della vecchia valigetta che era l'emblema della prima repubblica.
Per questo chi ha veramente a cuore questo paese e ha la voglia di reagire a questo schifo che ci circonda non può soffermarsi sulle parole di un generale della polizia o sul politicotto chiamato a salvare l'immagine di qualcosa di insalvabile.
Deve vedere il nucleo del problema.
Deve ricordare che il fine giustifica i mezzi.
Deve spargere la voce perchè si sappia.
Deve conservere la parte indignata dentro di se.
Pertanto la prossima volta che vi parleranno di hacker non pensiate a terroristi, ma pensate piuttosto ai giustizieri mascherati (avete presente zorro? pensate che fosse un malvagio? eppure era detestato dalle autorità!), mascherati da una maschera di V per vendetta.

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