mercoledì 21 dicembre 2011

Berlusconi non cambia mai...

Anche ora che Berlusconi non è più il presidente del consiglio non cessano le sue dichiarazioni strampalate.
Dialogando con i giornalisti al quirinale alla fine di un colloquio con Napolitano ci delizia toccando a modo suo due argomenti "caldi" in questo inizio di inverno.
Per primo quello della "tracciabilità", norma che prevede la tracciabilità di ogni scambio superiore ai mille euro.
Norma volta a ridurre l'evasione fiscale, ma che per l'ex presidente del consiglio è molto meno importante del tutelare la privacy dei super ricchi che devono fare il regalo all'amante:
«Sono molto contrario, ho ricevuto molte lamentele di commercianti di lusso come gioiellieri, antiquari, del campo della moda. Magari uno fa degli acquisti di un certo tipo e non vuole farlo sapere ai colleghi o, che ne so?, alla moglie...».
Lo "statista" di arcore sà che le proteste di quei commercianti che dichiarano mediamente al fisco 500 euro di reddito l'anno vanno prese in considerazione, in forza del diritto di ognuno di noi di poter regalare alla nostra amante regali superiori ai 1000 euro senza che nostra moglie lo venga a sapere, con buona pace dell'evasione fiscale che per Berlusconi è il penultimo dei nostri problemi, secondo soltanto al debito pubblico che i suoi governi hanno fatto alzare più della tangentopoli della prima repubblica.

Poi parla della legge elettorale:
«si è palesata la voglia dei cittadini di scegliere direttamente con le preferenze i loro rappresentanti, cosa che potrà essere contenuta in una certa percentuale».
Per Silvio la voglia dei cittadini di scegliere direttamente i propri rappresentanti si è palesata solo adesso. Quindi vuol dire che prima si era palesata la voglia di non sceglierli? Sarebbe curioso sapere in che modo ha fatto queste scoperte, ma conoscendo la persona si sarà basato sul suo istinto, qualità molto più importante per un politico piuttosto che le capacità cognitive.
Comunque questa voglia potrà essere contenuta in una percentuale, ci mancherebbe.
Non si sà se dovrà essere contenuta perchè il popolo ha palesato la volontà di autocontenersi in una percentuale e lasciare il resto dei parlamentari alla scelta di Berlusconi o perchè oramai quello di scegliere personalmente i parlamentari è un diritto acquisito e inderogabile dei segretari di partito.

Ricordiamo agli utenti che Silvio Berlusconi non è il passato, e il berlusconismo è sempre presente nella società.
Fare sacrifici oggi per avere di nuovo il PDL domani che li vanifichi non è una bella prospettiva.
Finchè il Berlusconismo e tutti i suoi complici rimarranno liberi di entrare in parlamento la società e l'Italia non potranno mai cambiare.

lunedì 14 novembre 2011

Date un ceffone ai berluscloni, ancora non si sono ripresi.

I pidiellini ancora non si sono ripresi. Alcuni meriterebbero una pacca sulla schiena e un fazzoletto pulito per soffiarsi il naso…

Schiere di leccaculo il cui maggior problema attualmente è difendere la dignità di Berlusconi offeso dalla piazza.

Che bimbi dolci sono.

Berlusconi: 'e' stato triste vedere come un gesto responsabile e generoso sia stato accolto con fischi e insulti''

L’unto del signore, o meglio, il viscido della madonna fa credere che le sue dimissioni sia un atto di generosità, come se non fosse che è stato costretto. Cosa si aspettava da chi lo ha sempre contestato, ringraziamenti solo perchè si è dimesso dopo aver fatto casino per 3 anni?

Gasparri: "Indignazione" per i "moti di piazza" che ci sono stati ieri e che hanno di fatto provocato "un'offesa" a Berlusconi

Moti di piazza? Invece di fargli vedere le immagini in diretta gli han fatto vedere le immagini degli anni di piombo? Non ha notato l'arguto imitatore di Neri Parenti che le immagini erano in bianco e nero? Non coglie la differenza tra una folla che ti manda a cagare con una folla con pistole e molotof in mano. L’offesa sono le loro parole a chi un VERO moto di piazza c’ha perso i cari.

Alfano: ''Il mio dispiacere è per una sinistra che non cambia mai; avrei gradito qualche dichiarazione del Pd in cui si dice che non ha vinto le elezioni.."

Sa quello che vuole. Lui vuole solo sentire da viva voce degli esponenti del PD che non hanno vinto le elezioni. Poi secondariamente vorrebbe sentirsi dire altre ovvietà tipo che la bandiera ha tre colori e che la capitale è Roma, ma questa è una cosa a cui tiene tanto, d’altra parte è del PDL, si accontenta di poco nella politica.

Cicchitto: "Le manifestazioni incivili svoltesi ieri a Roma non sono un episodio banale perché esse hanno come retroterra la nostalgia e anche l'aspirazione di realizzare una sorta di nuovo Piazzale Loreto non solo come precedente storico ma come categoria dello spirito di una parte della sinistra per la quale dal 1945 ad oggi è sempre in corso una sorta di guerra civile fredda contro il nemico da demonizzare. Oggi ha il nome di Berlusconi"

Da gente che demonizza il comunismo e i comunisti dalla propria nascita fa sempre ridere come dichiarazione, la ripetono solo da 18 anni sta cosa. Ricordiamo a Cicchitto che se davvero fosse come dice lui a quest’ora Berluscomi, lui e tanti suoi amici avrebbero da un pezzo del piombo a bloccargli le connessioni neurali. E invece spara ancora cazzate su stà storia. Come i suoi amici non ha di meglio su cui chiacchierare.

Moles chiede che Napolitano condanni l’estremismo di ieri sera. O per Moles estremismo è il popolo che manda a cagare un politico che gli stà sulle palle o anche lui con Gasparri ha visto una registrazione dell’80 e si è confuso.

Boniver: ''in alcune piazze si sente odore di olio di ricino. le contestazioni sono il peggior viatico per il nascente Governo tecnico"

Anche lei ha visto un video di repertorio dell’istituto luce. Oppure si è confusa con l’odore della vasellina. Cmq da gente che non ha mai cagato di striscio milioni di italiani in piazza negli ultimi 3 anni non si capisce perché oggi per qualche contestatore gli debbano dare tutto questo peso.

In un momento come questo i berluschini si dimostrano come al solito bambini incapaci di accettare qualsiasi critica, e tra i problemi del paese e l'onore di berlusconi scelgono sempre il secondo, come sempre hanno fatto.

mercoledì 19 ottobre 2011

I presuntuosi del centrosinistra

Molise, elezioni regionali. Il candidato del CD, sostenuto da Pdl, Udc, Alleanza di Centro e Udeur vince con il 46,94% delle preferenze, ottenendo 89142 voti.
A poco più di mille preferenze si attesta il candidato del CS, sostenuto da PD, IDV, SEL riceve 87637 voti, ottendendo il 46,15% delle preferenze.
A "sorpresa" il candidato del movimento a 5 stelle riceve il 5,60 dei consensi, con 10650 schede a suo favore.
Infine il candidato della destra prende 2458 voti per l' 1,29.

Le reazioni del centrosinistra appaiono come quelle di un bambino quando la mamma non gli compra la merendina, avete presente?

Davide Zoggia (Pd): ''Il frazionamento dello schieramento alternativo a Iorio e il risultato della lista Beppegrillo.it hanno colpito il centrosinistra, impedendogli di ottenere una storica vittoria".
Frazionamento, questa calamità. C'è ancora chi crede che la politica non sia "scegli la busta A o la busta B e non ci rompere i coglioni" ma che sia un insieme di idee e politiche diverse.
Quale scocciatura per il PD, che può accettare l'esistenza di PDL e lega in primis, ma anche dell'UDC, FLI e pure de La Destra, ma non del M5S.
Loro non devono esistere perchè gli rubano i voti, come se le schede e le opinioni dei cittadini che non sono in accordo con berlusconi (loro sono accettati, nella loro esistenza) siano loro esclusiva proprietà.

«Per un pugno di voti in Molise vince il candidato di destra, inquisito, grazie ai voti di Grillo, tolti al centrosinistra. Come in Piemonte». Così Dario Franceschini, che giustamente non fà mai autocritica. La colpa non è del fatto che magari la sua coalizione non ha convinto 91600 elettori che hanno votato il candidato del PDL o della destra, oppure del fatto che il 41% dei molisani non è andato a votare. No. Per Franceschini la colpa è dei grillini, rei di aver addirittura "rubato" i voti destinati per dogma papale alla sua coalizione.

Dall'alto del 6% ottenuto dalla sua lista rappresentante del suo partito ed ad altre, anche l'esponente API Rutelli come ci ha ben abituato ci lancia un accurato esame della sfida: "Il Terzo Polo, se fosse stato unito, avrebbe portato al successo il candidato moderato Frattura, senza bisogno di liste di estrema sinistra; si conferma il ruolo disastroso dei 'grillini'".
Io non riesco bene a capire se è felice di aver vinto il candidato da loro sostenuto o se è triste perchè ha perso il candidato CS. Ma si sà che Rutelli è sempre stato una bandierina, il fatto che lancia questi segnali contrastanti chiarisce l'indeterminatezza politica di oggi.

Con mio sommo stupore stessa lagna stonata anche sul fronte IDV, forte del suo candidato Cristiano Di Pietro, figlio del leader Antonio.
Massimo Donadi scrive:
«Il successo del movimento Cinque Stelle di Grillo ancora una volta - come lo scorso anno in Piemonte - si conferma la miglior polizza sulla vita del potere berlusconiano. In democrazia tutti hanno il diritto di presentare una lista, di correre alle elezioni, così come decidere di allearsi o non, di stabilire le proprie strategie e i percorsi politici, tenendo sempre a mente, però, l'interesse massimo che un movimento, un partito deve perseguire, ovvero il bene dei cittadini e l'interesse del Paese. Questo è un diritto sacrosanto che rispetto. Ma così come sono profondamente convinto di ciò, lo sono altrettanto del fatto che gli altri, soprattutto se si è una forza impegnata in politica, hanno il diritto di trarne le considerazioni e di valutarne le conseguenze. In Molise, dunque, così come accaduto in Piemonte lo scorso anno, ha vinto il centrodestra per un soffio, grazie al successo, rispettabilissimo ma non privo di conseguenze, del movimento Cinque stelle, che ha sottratto quella percentuale di voti necessaria affinché il candidato del centrosinistra si aggiudicasse la guida della regione. Ancora una volta dunque si scrive Grillo ma si legge Berlusconi. Il movimento Cinque Stelle ha di fatto regalato a Iorio la guida della regione Molise. So già cosa mi verranno a dire i duri e puri del movimento grillino: destra e sinistra sono la stessa cosa, non cambierà mai niente, etc.. etc... Ebbene, niente di più falso. Quanto accaduto, per la seconda volta, è qualcosa su cui gli esponenti del Movimento Cinque Stelle dovranno riflettere. Perché fino a quando non saranno in grado di conquistare loro il 51 per cento dei voti, proprio loro sono la miglior polizza sulla vita del potere berlusconiano che, in Molise, ha la faccia del pluri indagato Iorio. E ho detto tutto».
Eh, già, ha detto tutto. Oggi non mi dilungo sul PD perchè oramai il mio disgusto per il 90% dei loro esponenti ed elettori è lo stesso che nutro verso quelli del PDL.
Ma dall' IDV questa non me l'aspettavo. Li ritenevo diversi. Perlomeno da un partito che non ha mai sforato le due cifre e che in teoria rischia sempre di essere divorata dal bipolarismo.
Iniziamo.
Se il M5S è la migliore polizza vita del potere berlusconiano solo per il fatto che esiste, il CS, che in 16 anni di Berlusconi non ha mai posto un rimedio al conflitto d'interessi cosa è? Ce lo spieghi, ma mi fischiano le orecchie e uno come donadi non può attaccare direttamente il PD, odo supercazzole. La politica è questa. Per loro. Per il M5S no. Tuttavia essi non hanno mai fatto niente di illegale, per un partito che predica la legalità meriterebbero rispetto sempre e comunque.
Segue operazione matematica che si può tradurre così:
forza politica deve fare bene del paese, una forza politica causa conseguenze, il M5S ha ottenuto un succeso che causa conseguenze, voti RUBATI vince CD.
Dando per scontato che il 5,60 che ha votato il candidato M5S avrebbe votato CS e non che sarebbe rientrato nei 41% degli astenuti, secondo Donadi il M5S ha la colpa di non aver fatto il bene del Molise, solo perchè se non fosse esistita avrebbe vinto il CS. Se prendeva l'1% andava bene, se prendeva il 20% e il CS comunque più del CD, andava bene, ma in questo caso no. Come dire, prima delle elezioni che ancora non sai quanto prenderai devi dire a te stesso "no, non ci dobbiamo presentare perchè c'è il rischio potremmo togliere il voto al centrosinistra e consegnare la regione al centrodestra". Epico ragionamento. Strette di mani e applasi della folla.
Naturalmente questo obbligo morale appartiene solo al M5S.
Se il bene del Molise è il candidato CS, allora perchè non prendersela con i dirigenti del PDL, rei di presentare un candidato che fà il male del Molise?
Basterebbe per PDL UDC LEGA ecc allearsi con il centrosinistra per evitarlo. Oppure non candidarsi. Perchè non ha mai provato a chiederglielo? Perchè sa che gli riderebbero dietro. Invece far leva sul senso di colpa CHE CHI HA VOTATO M5S NON HA NESSUN MOTIVO DI AVERE è un atto molto più bieco e remunerativo per Donadi, putacaso la prossima volta si evitasse il rischio di non infilare suo figlio in regione per colpa del M5S.
Il M5S non ha regalato niente a nessuno. Allora anche io potrei dire che il CS ha regalato a Berlusconi il molise, se nessuno di loro si candidava FORSE vinceva il candidato M5S. Che è questa la legge della giungla, dove chi è debole deve soccombere?
I duri e puri del M5S hanno il diritto di pensare quello che vogliono. Se pensano che non cambierà mai niente forse è colpa anche tua, Donadi, che tenti di schiacchiare il partito in cui credono tante persone per regalare maggiori poltrone ai tuoi amici, che sono li da secoli in cui non è cambiato niente. Ti torna questo discorso?
Il finale è comico. Secondo donadi, finchè il M5S finchè non sarà in grado di ottenere il 51% dei voti giocherebbero a favore di Berlusconi. E quindi dovrebbero evitare di esistere ogni partito che non prende il 51% dei voti? Inizi dal suo quindi e sciolga immediatamente l'IDV che non ha mai preso oltre l'8% (ultime europee) dei voti in nessuna elezione importante, mentre il M5S ha superato il 10% in diverse elezioni a cui ha partecipato.
Perchè non chiedere la stessa cosa agli ambigui alleati del terzo polo? anche in quel caso se non ci fossero stati avrebbero vinto nel CS.
Questa vigliaccheria politica sarà ricordata, caro Donadi. Questa pochezza intellettuale registrata. Sei come tutti gli altri e non basta quel che ha detto Di Pietro: "e' fuori luogo prendersela con i grillini'' perche' ''i molisani che hanno votando quel Movimento indicano l'esistenza di un'esasperazione e di una sfiducia complessiva contro la politica'' per riscattarti. Dovrebbero buttarti fuori dal partito, a meno che non ti vai ad inginocchiare di fronte al candidato sindaco del M5S molisano.

mercoledì 24 agosto 2011

8X1000, beneficenza obbligatoria per legge.

8X1000, beneficenza obbligatoria per legge.

In questi tempi di crisi si sente parlare sempre di più di manovre, riduzione dei costi della politica, tasse di solidarietà, lotta all’evasione fiscale, scudi fiscali.
Dopo anni di crisi economica anche il governo inizia ad accusare il colpo e deve ammettere che ci sono problemi a far quadrare i conti.

In questo ambito è facile che anche il popolo si interroghi su come fare, dato che i nostri politici non sanno che pesci prendere.

Dal basso si possono udire voci, che più che consigli sembrano lamenti di chi, vessato per decenni, chiede giustizia.

A tal proposito in questi giorni è tornato in voga il sempre aperto problema dell’8x1000, problema che se fino a qualche anno fa poteva essere marginale, ad oggi, in tempi in cui anche l’uomo qualunque è incollato dalla paura ai grafici della borsa di Milano, è tornato serissimo e in primo piano.

Tanto per iniziare, cosa è l’8x1000?

Come otto per mille viene definito il meccanismo con cui lo stato italiano ripartisce, in base alle scelte dei contribuenti, l'8x1000 dell'intero gettito fiscale IRPEF fra lo Stato stesso e alcune confessioni religiose, per scopi definiti dalla legge.

IRPEF sta per Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche, ovvero sono le tasse che pagano i cittadini, in base a quello che essi guadagnano.
La pagano tutti i cittadini che hanno un reddito, dall’operaio all’imprenditore.

Di tutti i soldi pagati in questo modo lo stato destina l’8x1000 a 7 enti, in proporzione alle preferenze dei cittadini.

Questi 7 enti sono lo stato italiano e 6 religiosi, ovvero:

Chiesa cattolica

Chiesa valdese

Chiesa evangelica luterana

Unione delle comunità ebraiche

Unione chiese cristiane avventiste del settimo giorno

Assemblee di Dio

Per destinare il proprio 8x1000 ad uno di questi bisogna apporre la propria firma nello spazio dedicato nella propria dichiarazione dei redditi.

Anche l'otto per mille dell'IRPEF di chi non firma (mediamente il 60 per cento dei contribuenti), pure nei casi di pensionati ed esonerati dalla dichiarazione dei redditi, viene comunque ridistribuito tra i sette enti contendenti, secondo le percentuali calcolate in base a chi ha espresso una scelta.

Di fatto l’8x1000 è una sorta di “beneficenza obbligatoria” da destinarsi allo stato o ad enti religiosi, a cui è tenuto anche chi è ateo.

Purtroppo anche chi decide di destinare tale somma allo stato italiano si ritrova a fare beneficenza al Vaticano.

Qui il primo, controverso punto di questa storia:

Secondo i dati forniti da Wikipedia nel 2004 lo stato italiano ha così suddiviso i soldi derivanti dall’8x1000 a lui destinato:

44,64% conservazione beni culturali legati al culto cattolico

24,73% calamità naturali

23,03% conservazione beni culturali civili

4,44% fame nel mondo

3,16% assistenza rifugiati

Quindi, un ateo con poca simpatia verso enti religiosi sarà obbligato per legge a fare beneficenza in ogni caso ad un ente religioso, dato che anche nel caso di una sua scelta a favore dello stato italiano la metà dei suoi soldi finiranno per favorire la chiesa cattolica.

Un altro punto di scontro lo possiamo trovare sul metodo di ripartizione dell’8x1000 di coloro che non hanno espresso una scelta.

Ci sono molti italiani che non hanno necessità di chiedere rimborsi e detrazioni fiscali allo stato, per cui nonostante ci sia la possibilità anche gratuita di poter consegnare il proprio CUD con la firma sull’8x1000 rinunciano a questo loro diritto.

Tuttavia il loro 8x1000 verrà comunque destinato a qualcuno, in maniera proporzionale con coloro che hanno espresso preferenza.

Nell’anno 2001, relativo ai redditi del 2000, il 60% degli italiani non ha espresso nessuna scelta, il 35% a favore della chiesa cattolica, il 4% per lo stato italiano, e solo l’1% per le altre 5 religioni.

Secondo il metodo di ripartizioni quindi il vaticano ha di fatto preso l’87% del totale, lo stato il 10% e gli altri il 3%.

Quindi il Vaticano, al centro delle critiche di questi giorni, ha di fatto preso il 52% in più di quello che gli sarebbe spettato se il presupposto del volontariato obbligatorio non fosse legge.

Quell’anno ricevette 310 milioni di euro. Se il principio di “non ripartizione” fosse legge, invece avrebbe preso circa 125 milioni, meno della metà, tutti scaturiti da scelte di volontariato consapevoli, e non da prelievi obbligatori e ripartiti senza l’espressa volontà del cittadino.

I sostenitori ecclesiastici sostengono (ovviamente, nel loro interesse) che questo metodo è giusto, paragonandolo ad un sistema elettorale, senza però farci capire che nesso possa avere una tassa con l’elezione dei rappresentanti del popolo.

Un terzo punto è derivato dall’eticità di uno stato che ti obbliga a fare volontariato.
La beneficenza di per sé è un atto volontario. Quando una persona ci chiede l’elemosina siamo noi, volontariamente, che ci togliamo di tasca dei soldi e li doniamo.

Quando un ente chiede dei fondi per finanziare un progetto umanitario siamo noi che andiamo alle poste e gli inviamo il nostro denaro.

Questa è la beneficenza.

Quando lo stato ti trattiene dei soldi per darli ad enti religiosi non si può chiamare beneficenza.

La possiamo chiamare piuttosto LADRIFICENZA. Oppure TASSAFICENZA. Oppure ROBINFICENZA, in onore del ladro che toglieva ai ricchi per dare ai poveri.

Ma non beneficenza.

Molti sostenitori dello stato pontificio insistono su questo punto. Sostenendo che questi soldi vengono usati a fin di bene.

Per altri invece questi soldi servono a finanziare l’opulenza dell’alto clero.

Ad esempio nel 2006 e nel 2007 il miliardo di euro a loro disposizione è stato così ripartito:

35% - sostentamento dei sacerdoti

20% - interventi caritativi in Italia e nel terzo mondo

16% - alle diocesi

12% - nuova edilizia di culto

10% - altre iniziative nazionali (fondo per la catechesi, tribunali ecclesiastici, ecc.)

8% - beni culturali ecclesiastici

La prima voce di investimento non è quindi destinata alla carità, ma bensì al sostentamento del clero.

Clero che teoricamente si rifà agli insegnamenti di povertà predicati da Gesù Cristo, ma nella pratica gira in auto lussuose con vesti di sete pregiate, cappelli con filamenti d’oro e pietre preziose e scarpe di Prada.

Cercando su Internet ho letto (anche se non posso citare fonti accreditate) che un anno la chiesa cattolica ha speso per la pubblicità circa 9 milioni di euro, incrociando questo dato con un altro, che dice che quel 20% di interventi caritativi sono composti del 12% in Italia e 8% all’estero, possiamo dire che il vaticano ha investito 8 milioni di euro in interventi caritativi all’estero, ovvero meno di quanto spende per pubblicizzarsi.

Pertanto decade un mito del volontariato obbligatorio per fini umanitari ed emerge piuttosto una tassa per il sostentamento del clero, una cosa non molto etica per uno stato europeo e civile.

Un quarto problema è la discriminazione religiosa.

Se vogliamo anche far passare il concetto che sia obbligatorio per legge sostentare gli enti religiosi con le tasse di tutti i cittadini, atei compresi, si deve dare la possibilità a tutte le religioni di poter accedere a questi fondi, anche con il sistema attuale.

Tuttavia non è così.

A parte il Vaticano e la comunità ebraica sfido chi non è esperto in materia a dirmi cosa sono le altre 4 professioni. A parte qualcosa riguardo la chiesa evangelica luterana che si studia a scuola (dal lato storico piuttosto che religioso) cosa è la Tavola Valdese? E le Chiese avventiste del settimo giorno? Le Assemblee di Dio in Italia?

Tuttavia è palese anche ad occhio inesperto che manchino altre religioni ben più famose: l’islam, il buddismo, l’induismo, i testimoni di Geova.

Alcune di queste hanno fatto richiesta di poter entrare a far parte dei possibili beneficiari, alcuni hanno già firmato un’intesa che però deve essere ratificata dal parlamento.

L’ultima ad essere entrata nel parterre dei fortunati culti che possono beneficiare dell’8x1000 è stata la chiesa evangelica luterana con intesa del 1993 perfezionata con legge nel 1995.

Nel 2000 hanno concluso l’intesa anche l’unione buddista e la congregazione dei testimoni di Geova, nel 2007 c’è stata una revisione dell’intesa ma a tutt’oggi nessuna legge li ha inseriti nell’elenco.

Undici anni di attesa destinati ad aumentare. Difatti nel sistema di ripartizione dei voti inespressi l’ingresso di nuovi culti si traduce in un minor introito da parte del vaticano, stimabile in decine e decine di milioni di euro.

Secondo il mio modesto parere credo che le religioni non dovrebbero ricorrere a un prelievo fiscale obbligatorio per finanziarsi. Lo trovo vergognoso dal lato politico, ma anche umiliante dal lato umano, poiché esse dovrebbero appellarsi alla fede e al buon cuore dei propri fedeli e non usare sotterfugi legali.

Negli anni sono state avanzate tante proposte di revisione.

La migliore sarebbe usare e accorpare il metodo usato per il 5x1000.

Questo è difatti aperto a moltissime scelte, si può destinare i soldi tra gli altri alla ricerca scientifica, alla sanità, alle associazioni no profit e addirittura alle società sportive dilettantistiche. E nel caso non si effettui nessuna scelta i soldi rimangono interamente a disposizione dello stato.

Anche se ho nominato il problema della corruzione della chiesa cattolica non voglio qui entrare nel merito di come usa i propri soldi. Se i propri fedeli sono felici di vedere girare alti prelati con vesti di lusso mentre venerano un Cristo che è sempre vissuto in povertà sono affari loro.

Il problema è che non ritengo giusto che lo stato forzi il proprio popolo a pagare una “tassa pro (alcune) religioni”.

Il Vaticano sa bene che se non esistesse questa tassa non prenderebbe neppure il 35% delle firme attuali, dato che alcuni lo destinano a loro solo perché in ogni caso quell’8x1000 lo devono pagare e a quel punto pagati per pagati preferiscono darlo a loro.

Pertanto invito tutti voi a far girare questo articolo per sensibilizzare l’opinione pubblica su cosa è la vera beneficenza, quella nobile e spontanea, quella fatta consapevolmente e in totale libertà e su cosa è invece l’8x1000, che nulla con essa ha a che vedere.

martedì 2 agosto 2011

Gli hacker, la corruzione e la voglia di reagire.



Cosa sono gli hacker? Iniziamo da qui questa riflessione.
Come spesso succede nel mondo dell'informazione dominato da direttori che devono rendere conto al proprio soggetto politico di riferimento e non ai propri lettori, avviene che i termini si confondano e vengano snaturati.
E' capitato agli skinhead, confusi con i naziskin, come se ogni volta che ci troviamo di fronte una testa rasata volesse dire che ci troviamo di fronte ad un'estremista di destra.
Succede oggi con l'hacker.
Come si legge nelle prime righe di wikipedia l'hacker non è un criminale. Solitamente si mette alla prova per dimostrare le proprie capacità a se stesso e agli altri.
Difatti solitamente gli hacker non lasciano danni permanenti ai siti che colpiscono, nè utilizza i dati sensibili per scopi di lucro.
Da questo punto di vista anche i gruppi di Anonymous e Lulz Security non si distaccano, nonostante i tentativi dei media di screditarli.
Questi hacker tirano giù i pantaloni ai potenti, fondamentalmente. E questo non è mai un male.

Nel momento storico in cui i cittadini per avere giustizia si devono rivolgere a striscia la notizia (un raro caso in cui il dio share serve), le persone si attivano come possono per trovare lo sporco sotto le poltrone dei palazzi della politica.
Ognuno dà il suo contributo. E questo non è mai un male.

Succede che ogni anno il ministero dell'interno, quello della difesa, la GDF, la polizia, i carabinieri e altri enti statali o controllati dallo stato spendano milioni di euro per la sicurezza informatica dei loro database informatici.
Questo come in tutto il mondo dove la digitalizzazione ricopre una parte importante dell'amministrazione pubblica.
Per questi enti la società che se ne occupa è la Vitrociset di Roma.
E fin qui tutto bene (forse).
Poi però passano gli hacker e penetrano con una semplicità a dir poco DISARMANTE nei sistemi informatici di questa stessa ditta, razziando dati sensibili e modificando la homepage del loro sito.

Questo il loro comunicato:
«Abbiamo deciso di rivolgere la nostra attenzione su di voi, non potendo più ignorare il modo in cui i soldi dei cittadini vi vengono elargiti quotidianamente, grazie ad appalti e concorsi quantomeno di dubbia regolarità, da svariati enti pubblici e governativi, molti dei quali operanti nel settore difesa/sicurezza (Cnaipic, Enav, Ministero Della Difesa, Ministero dell'interno, Carabinieri, Polizia, Gdf), potete quindi immaginare l'espressione di stupore che si è dipinta sui nostri volti quando facendo alcuni test preliminari sui vostri sistemi abbiamo trovato non l'inespugnabile fortezza che ci aspettavamo, bensì un rudere fatiscente che anche un bambino dotato del tempo e della voglia necessari sarebbe riuscito a compromettere seriamente. E voi dovreste occuparvi di sicurezza ed affidabilità delle infrastrutture/sistemi IT dei più importanti enti ed istituzioni del nostro paese? Rideremmo fino a diventare cianotici, se non fosse per il semplice fatto che i soldi che percepite, oltre ad ammontare a cifre incommensurabili, non fossero i nostri. Vi auguriamo un buon week-end e una “calda” estate, fiduciosi che la nostra piccola scorribanda non verrà riportata dai media come l'ennesimo 'Attacco Terroristico ad opera degli arcinoti e temutissimi Anonymous & Lulzsec, ma come un semplice invito ad amministrare meglio i nostri soldi»

In una società civile comandata dai cittadini come minimo si dovrebbe aprire un'inchiesta, ma non come avverrà in Italia sui "pirati informatici" che non hanno piratato un bel niente, ma su come sia stato possibile che il server della ditta che fornisce sicurezza informatica ai più importanti database delle istituzioni italiane sia stato violato.
E da qui si dovrebbe di conseguenza indagare su come mai milioni di euro pubblici siano stati "regalati" ad una ditta di sicurezza informatica così fatiscente.

E' chiaro ad ogni cittadino di buon senso che siamo di fronte all'ennesimo caso di malaffare all'italiana, dove qualche Bisignani di turno ha passato il lavoro ad una ditta di software che non dovendo dimostrare a nessuno la qualità del proprio lavoro si può permettere di prendere milioni di euro per un lavoro dozzinale, in cambio di qualche favore o parte del denaro ricevuto.

Ad oggi non ci sono più valigette piene di soldi. Ci sono metodi più semplici e sicuri.
Per esempio far assumere come dirigente della stessa ditta un parente di chi deve decidere a chi dare l'appalto, con stipendi mostruosi che in realtà sono l'equivalente della vecchia valigetta che era l'emblema della prima repubblica.

Per questo chi ha veramente a cuore questo paese e ha la voglia di reagire a questo schifo che ci circonda non può soffermarsi sulle parole di un generale della polizia o sul politicotto chiamato a salvare l'immagine di qualcosa di insalvabile.
Deve vedere il nucleo del problema.
Deve ricordare che il fine giustifica i mezzi.
Deve spargere la voce perchè si sappia.
Deve conservere la parte indignata dentro di se.

Pertanto la prossima volta che vi parleranno di hacker non pensiate a terroristi, ma pensate piuttosto ai giustizieri mascherati (avete presente zorro? pensate che fosse un malvagio? eppure era detestato dalle autorità!), mascherati da una maschera di V per vendetta.

mercoledì 9 dicembre 2009

"La paga da deputato? Non basta, mi tocca lavorare.."


Riporto fedelmente l'intervista di Alessandro Ferrucci a Luca Barbareschi pubblicata su "il fatto" del 31.10.09:

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"Non faccio niente. Ma con un impegno della madonna...", recita Barbareschi nel suo ultimo spettacolo teatrale. Lui è regista e primo attore di un musical nato da un'idea di Giorgio Gaber. Gira l'Italia. Ancona, Roma, Napoli, Crotone e ancora..

Mi scusi, come concilia un'impiego del genere con la sua attività parlamentare?
"beh, non capisco la domanda: ho oltre l'80% di presenze".
Sicuro? i dati ufficiali della camera raccontano di un 47,7%..
"ah si. Vabbè, è quasi la metà. E' la stessa cosa".
Non proprio..
"senta io lavoro molto più di lei (è la prima volta che ci sentiamo, ndr). Dormo quattro ore a notte, sono in piedi alle sei del mattino e sono in grado di organizzare il lavoro".
Però dalla commissione trasporti, della quale lei è vice presidente, lamentano le continue assenze..
"saranno i suoi amici a dire certe cose. Io in un'anno e mezzo ho presentato quattro proposte di legge e ne ho portata a casa una. Sono uno dei più efficenti!".
Bene. Lei però, ha spesso denunciato il malaffare italiano, il lassismo politico: non crede che la complessità della macchina statale meriterebbe un pò più d'attenzione?
"Nooo. Eppoi non potrei permettermelo: non ce la farei ad andare avanti con il solo stipendio da politico".
Ma sono circa 23mila euro lordi al mese, più tutti i benefit..
"E allora? Non sono mica nato in una famiglia ricca. Nessuno mi ha lasciato niente".
Per lei, Montecitorio è un secondo lavoro..
"E' facile parlare per voi! Voi giornalisti siete la vera casta, la feccia. Ora avete chiamato me come se fossi il male assoluto".
Eravamo incuriositi dalla sua poliedricità..
"No! I nemici sono i giornalisti ladri. Sono la maggior parte, solo che non li becca mai nessuno. Intoccabili. Inoltre i problemi della vita sono altri..".
Quali?
"I ladri, i farabutti e tutti quelli come loro".
Ma proprio non vede la necessità di maggiore impegno parlamentare?
"In Israele chi fà il deputato deve lasciare ogni altro lavoro".
Appunto..
"Da noi non è così. Ho anche una attività imprenditoriale da mandare avanti..".
Pure..
"Si. Esono bravissimo. Mi basta un'ora per dare le direttive giuste e farle eseguire".
Sarà stanchissimo..
"Cosa? Non ho capito..".
Sento la sua voce molto affaticata..
"Ah! Lo ripeto: mi sveglio presto, lavoro, e poi alle cinque vado a teatro per le prove. Anzi, la saluto, devo andare. Saluti Travaglio, mi piace molto come lavora.

Si, sono le16.30, è ora di correre al Quirino di Roma. Sono gli ultimi giorni, poi via per una lunga tournee, lontano dalla capitale, buon viaggio, e non si stanchi troppo, onorevole Barbareschi.

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Il deputato Barbareschi, da buon attore, è l'ideale per il PDL, il partito dalle quali liste è stato eletto.

Ci delizia subito ad inizio articolo con un pò di boria, dichiarando di avere l'80% di presenze in parlamento.
Peccato che il giornalista ha in mano i dati ufficiali e alla seconda domanda sbugiarda il politico, che si riprende subito dicendo che per lui l'80% di presenze sono come il 47,7.
Ma anche fosse stato l'80%, quale imprenditore terrebbe un dipendente che un giorno su 5 non và a lavorare?
Immagino nessuno! E noi che siamo i suoi datori di lavoro possiamo sopportarne uno che và a lavoro un giorno si ed un giorno no? Pare di si.

Infatti Ferucci gli fà notare che non è proprio un gran lavorare e subito in stile Berlusconiano il Barbareschi si lancia sull'offensiva, diffamando uno che neanche conosce dicendogli che lavora meno di lui.
Naturalmente se qualcuno si lamenta nella commissione dove è vice presidente dev'essere un comunista, i veri liberisti non vanno a lavoro e se manca Barbareschi che problema è?
Anche perchè uno che ha fatto l'attore da una vita cosa potrà mai sapere di come si gestiscono i trasporti?? Anche lui come la D'Addario corso accellerato da Brunetta? Ha imparato da lui almeno come assentarsi da un parlamento (anche Brunetta era più che spesso assente al parlamento europeo).

Nel frattempo vanta incredibili risultati come 4 proposte di legge di cui solo una approvata.
Immaginiamo quale splendide leggi abbia proposto l'esponente della maggioranza per non essere riuscito a convincere neanche il governo a cui appartiene.. Saranno stati i comunisti che hanno sabotato le pulsantiere del parlamento?

E all'improvviso, la delizia, quello che ogni cittadino non potrà fare a meno di condividere: dichiara che con il solo stipendio da deputato, 23mila euro lordi l'anno, poverino, non ce la fà a tirare avanti.
Barboni e Clochard lo vedono infatti davanti alla caritas ad elemosinare un pasto.. poverino.. con soli 23mila euro come si può campare.. mica come quei comunisti statali pagati 50mila euro al mese.
Ah, all'anno prendono 50mila? Lordi? Beh ma un grand'uomo come barbareschi se la merita una vita da re!
D'altra parte anche lui mica è figlio di gente ricca!
EEEEEEH!
Questo è uno schiaffo alla gente povera come pochi se ne sono visti negli ultimi anni e esplicita al meglio il PDLpensiero.
Chi se ne frega di tutti quegli operai che perderanno anche quei mille euro al mese appena sufficenti a campare, lui con 23mila non ce la fà.

Continua la farsa accusando i giornalisti, gente che prende stipendi in linea con tutti gli altri lavori, che sono costretti a fare gavette allucinanti, che spesso devono buttare nel cestino articoli solo perchè scomodi ai potenti di essere la casta, la feccia.
Addirittura ladri, ma cosa rubano? E invece lui che prende i nostri soldi per non andare a lavoro cos'è?
Non li becca mai nessuno? Mica hanno l'immunità parlamentare come lui!!!
Per lui i problemi sono solo i ladri e credo che intenda i topi d'appartamento, altrimenti starebbe accusando se stesso e tutti i suoi colleghi che fanno molti più danni allo stato di tutti i furti d'Italia.

Si vanta infine di essere un manager incredibile.
La modestia, in quel partito, si sà, non esiste e mai deve esistere.
Tutti super, tutti miti, tutti geni.

Tra non molto Barbareschi sarà in tour in tutta Italia, se vi capita vicino casa, portatevi invece della frutta e della verdura un pò di monetine, magari arrotonda il suo stipendio..

martedì 8 dicembre 2009

Bonaiuti e i paragoni improbabili


ED ECCO A VOI L’ATTESO MOMENTO DELLA PERLA DEL GIORNO..

Vi presentiamo oggi il sig. Bonaiuti, che dall’alto della sua imparzialità spara un’altra delle sue!

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2009/10/29/visualizza_new.html_991557193.html

Secondo Bonaiuti il rapporto medico-paziente è come quello tra giudice-imputato.
Peccato non essersi accorti che un giudice è come un’arbitro, uno che giudica e non uno che ci apre il corpo.
Non viene pagato direttamente dal suo cliente, come per il dottore, ma dallo stato.
Inoltre non tiene nemmeno conto che il rapporto dottore paziente è a due, mentre in quello giudice-imputato si dimentica di notare che esiste una terza parte, colui che accusa, come ad esempio la CIR di De Benedetti che ha subito un danno di svariati miliardi per il furto della Mondadori da parte della Fininvest di Berlusconi.

Ma ipotizziamo che passi il suo progetto di poter chiedere i danni ad un giudice.
Chi mai farebbe il giudice con una spada di damocle di tale portata?
Se ci sono due persone in causa l'una contro l'altra dovrai alla fine dare ragione ad uno, e tu giudice non ti sentiresti in difficoltà? Se sbagli poi tocca risarcire… non so se vi rendete conto che pressione.
Senza contare che alla fine un giudice può fare anche dei calcoli: se sbaglio e condanno il ricco mi chiede 100000, se sbaglio e condanno il povero mi chiede 1000 euro, senza contare che magari non si può permettere un buon avvocato e magari non li ottiene.
Chi condannerà il giudice nel dubbio con questi presupposti?

Piuttosto si dovrebbe, come fanno in America nelle cause civili, far pagare all’accusatore che perde la causa un risarcimento all'accusato in proporzione a quanto egli aveva richiesto.
Ad esempio: se Berlusconi chiede 1 milione d’euro di danni d’immagine a Travaglio per il suo libro che a suo dire ne lede la reputazione, se poi perde la causa dovrebbe pagare per ipotesi il 25% di quello che ha chiesto al momento della denuncia allo stesso Travaglio.
E non 1000 euro di spese processuali e basta come avviene oggi.
Così si toglierebbe l’ennesima arma di dominio dei ricchi verso i poveri, la minaccia di cause legali che potrebbero rovinare la vita e che costringono spesso la brava gente a stare zitta e muta per evitare di essere denunciati.

Bonaiuti sono d’accordo con lei, ci vorrebbe una riforma della giustizia.
Se si scatena il finimondo è perché quando qualcuno non è d'accordo con voi iniziate ad urlare per coprire le loro voci!